Scarabocchi Festival

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Doppiozero e il Circolo dei Lettori di Torino hanno organizzato il primo Scarabocchi Festival a Novara, dal 20 al 23 settembre. Domenica 23 alle 15 sarò al Broletto di Novara a leggere tre delle vite di pittori che ho raccolto in Sette colori per sette pittori: Rousseau il Doganiere, Chagall e Gončarova. Con me ci sarà la bravissima Marianna Coppo che dipingerà in contemporanea con i colori e i motivi dominanti dei tre pittori. Tutte le informazioni sono qui.

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Pagine russe

Schermata 2018-08-29 alle 12.09.33Dal 6 febbraio terrò un corso di letteratura russa a Torino, il mercoledì sera, per cinque appuntamenti. Si può anche seguire a distanza online. Tutte le informazioni, il programma e i libri di cui si parlerà sono qui.

La vista di Lockwood

Liber

Su Liber 119, dedicato ai classici e alla loro sopravvivenza, c’è un mio articolo sulla traduzione e la ritraduzione di classici, intitolato La vista di Lockwood, in cui, tra le altre cose, parlo anche di cosa ha significato ritradurre Cime tempestose.

Wuthering Heights

cime

Bataille lo considerava il più sovversivo tra i romanzi ottocenteschi, con il suo attentato alle regole sociali, con il rifiuto perverso e pervicace dei suoi protagonisti a seguire la norma, ad abbandonare il regno dell’infanzia, a cedere alla ragionevolezza. Questa non è tanto una storia d’amore, quanto la storia di una rivolta: Heathcliff “incarna una verità primordiale, quella del bambino che si rivolta contro il mondo del bene, contro il mondo degli adulti, e, con la sua rivolta senza riserve, si consacra al male”. Con Cime tempestose la letteratura perde l’innocenza “e, colpevole, doveva infine ammettersi tale”.

Esce mercoledì nove maggio, nella nuova collana di Classici Tascabili Bompiani, la mia traduzione di Wuthering Heights di Emily Brontë, giovinetta eremita, nave pirata.

Una

È arrivato, è molto bello, l’ho tradotto io ed esce il 27 aprile per Add Editore. È un libro molto particolare, una graphic novel a metà tra il saggio storico e il memoir, che racconta il caso dello Squartatore dello Yorkshire, che tra il ’75 e l’81 uccise tredici donne, e il suo effetto politico sulla società inglese, ancora profondamente misogina e classista, e insieme l’adolescenza di Una, che in quella società non trova la possibilità di raccontare la violenza che ha subìto. Mescola materiale giornalistico e documenti dell’epoca alla voce degli incubi di una ragazza sola, e racconta anche di come il mondo, per fortuna, abbia cominciato a cambiare. Solo lavorando a questa traduzione ho scoperto la storia di Peter Sutcliffe e delle sue vittime. È una storia di genere, di classe e di linguaggio. È una storia che vale la pena conoscere.

(L’autrice sarà al Salone del Libro di Torino per un incontro con Giusi Marchetta)unnamed.jpgchit.jpgfarf Continua a leggere