Archivi categoria: Cose mie

Città sommersa su Letteratitudine

Sul blog Letteratitudine c’è una rubrica in cui gli autori raccontano come sono nati i loro libri. Quando sono stata invitata a partecipare, ho pensato che potesse essere interessante (visto che molto si sa di come Città sommersa è nato) descrivere un po’ il making of, il progetto e il lavoro pratico che c’è stato dietro, quali sono state le mie scelte, le “illuminazioni”, i vicoli ciechi. Dato poi che l’immagine, l’immagine sognata, desiderata e infine a volte ottenuta, ha un ruolo così importante nel libro, sono molto contenta che per la prima volta siano riprodotte nel pezzo due foto di mio padre giovane e bambino, che vengono descritte nel libro e che fanno indissolubilmente parte del lavoro di cui scrivo qui.

Scan 2+

Una piccola rassegna stampa

Scan 1

L. B., primi anni sessanta?

Provo a mettere qui alcune cose che sono uscite su Città sommersa in questi mesi, senza pretesa di esaustività.

Una lettura di Morena Marsilio.

Un lungo dialogo a distanza con Giuditta Casale.

Una bellissima conversazione su Limina con Ivan Carozzi.

Città sommersa su Nuovi Argomenti.

Città sommersa su La Balena Bianca.

Città sommersa su Rivista Studio.

Città sommersa su Il rifugio dell’Ircocervo.

Città sommersa su Il lunedì dei libri.

Città sommersa su Minima et moralia.

Città sommersa su Lucialibri.

Città sommersa su Critica letteraria.

Lo stradario del romanzo sul Corriere della Sera di Torino.

Città sommersa sulla rubrica di Repubblica Passaparola.

Città sommersa su Esquire.

Città sommersa su Flanerì.

I commenti della lettrice Appunti di carta.

Città sommersa su Rolling Stone.

Città sommersa su Il Libraio.

Interviste radiofoniche:

Rsi con Mariarosa Mancuso.

Radio Radicale con Massimiliano Coccia.

Fahrenheit su Radio Tre con Loredana Lipperini.

Radio24 con Alessandra Tedesco.

Radio Popolare con Roberto Festa.

Intervista (non radiofonica) per Rai Cultura.

(Ci sono anche articoli su La Lettura, su Robinson, sul Messaggero, su Tuttolibri, su D – La repubblica delle donne, su Avvenire, sul Foglio, sul Venerdì di Repubblica, su La Sicilia, sul Fatto Quotidiano, su Internazionale, su Elle, su Marie Claire, su Gioia, su Sette del Corriere, su Vanity Fair, sul Giornale eccetera).

 

 

 

 

Corso di letteratura italiana sugli outsider del ‘900

Il corso sugli outsider della letteratura italiana del ‘900 cambia format: diventa un pacchetto di cinque lezioni scaricabili online (la prima il 25 marzo, le altre quattro dal 1 aprile) da seguire dove e quando si vuole, soprattutto nei lunghi giorni di questa quarantena, e la quota di iscrizione è dimezzata per far fronte alle esigenze di tutti. Le informazioni e le modalità per iscriversi sono qui.

Dall’alto i nostri protagonisti: Annamaria Ortese, Tommaso Landolfi, Gina Lagorio, Pier Vittorio Tondelli, Goffredo Parise, Juan Rodolfo Wilcock, Giorgio Manganelli, Cristina Campo, Guido Morselli, Giorgio de Maria, Lalla Romano, Alberto Savinio, Marina Jarre, Giovanni Arpino, Dolores Prato, Giovanni Comisso.

Classifica di qualità

L’Indiscreto ha stilato la prima classifica di qualità del 2020, riferita ai libri usciti tra il 1° ottobre 2019 e il 31 gennaio 2020, e Città sommersa è risultato primo nella sezione narrativa. Sono senza parole e molto felice.

MB_INDISCRETO

Città sommersa

Instagram_Post_

“Qui sarà tutto: ciò che ho vissuto / nei presagi e nella realtà”.

Città sommersa esce l’8 gennaio per Bompiani. È nato un giorno di dicembre di sei anni fa, per puro caso; ha preso la sua forma definitiva un anno e mezzo fa, quando ho visto improvvisamente come dare forma a tutto il materiale che avevo raccolto negli anni. Il bambino che si intravede tra le righe è mio padre. Questa è la sua storia: o meglio, come cercavo di spiegare a un’amica tanto tempo fa, è una fantasmagoria (letteralmente: una serie d’illusioni ottiche prodotte da una lanterna magica, o un rapido alternarsi di immagini vivide), una fantasmagoria sull’uomo che era mio padre prima che diventasse mio padre. Per due anni e mezzo dopo la sua morte ho fatto finta di nulla: poi è arrivato qualcosa che mi ha fatto scoprire che l’uomo immobile che credevo di conoscere era in realtà tutt’altro. C’era una storia, e quasi contro la mia volontà, almeno all’inizio, sono andata a caccia per mesi e poi anni.

Questo libro è quella storia, da Valle Giulia alla politica extraparlamentare degli anni settanta a Torino: ma è anche una storia di monti lontani e bambini che scendevano al mare verso spiagge che non esistono più, di tempo e di memoria e del mistero inscalfibile dell’altro da noi, di chimere che strisciano nel buio delle strade, di ragazzi che corrono a piedi scalzi coperti di sangue nella notte di Natale, di questi anni a ricostruire pazientemente tasselli e a dover accettare i buchi, di cosa ha significato essere figlia di un padre difficilissimo, di una serie di persone che hanno dato la loro, di storia, perché quella di un altro potesse essere ricostruita.

È una storia di città, di fabbriche e di esiliati dalla vita reale, di povertà e di scelte apparentemente assurde, di donne e di uomini che ci hanno provato, di carcere, di morte, di fantasmi e di cadute, di un mondo intero e di un uomo strano che è stato quel mondo senza mai farne parola, di infanzie incerte, di lacune, di isole dimenticate, di parole malfatte e di silenzi eterni. È una storia di furore e speranza e di giovinezze e d’amore, suppongo; e come ho letto quest’anno, mentre chiudevo questo tempo lunghissimo che mi ha abitato e posseduto e cambiato, in un’epigrafe di Janet Frame alla sua autobiografia, scritta “con lo sguardo sempre fisso alla Terza Regione, dove il punto di partenza è il mito”.

Gli italiani strani: un nuovo corso a Babelica

letteratura-ita-outsider

Dall’8 aprile 2020 tengo a Babelica, a Torino, un corso di cinque incontri sugli outsider della letteratura italiana del Novecento, grandi scrittori irregolari che per le ragioni più diverse sono rimasti fuori dal canone e dalla celebrità letteraria e hanno conosciuto una riscoperta tardiva, o hanno solo una nicchia di lettori appassionati: dalla lingua estrosa, complicatissima e ironica di Tommaso Landolfi e Giorgio Manganelli alla stramberia perturbante di Juan Rodolfo Wilcock, dalla grandezza strabordante e visionaria di Anna Maria Ortese alla dolcezza graffiante di Goffredo Parise, dalla scrittura fredda, poetica e penetrante di Marina Jarre ai pochi preziosissimi scritti rimasti di un’immensa scrittrice nascosta come Cristina Campo, dalla potenza distopica di Guido Morselli ai tentativi di dare un nuovo linguaggio a una nuova generazione letteraria come quelli di Pier Vittorio Tondelli, e ancora altri che hanno scavato nelle possibilità più profonde del fantastico e dell’inquietante, della memoria individuale e collettiva, nei regni dell’irreale e nei pianori più misteriosi del reale e del quotidiano. Il corso si può seguire anche online e tutte le informazioni sono qui.

L’esperienza dell’altro su Senza Rossetto

Sara Arosio.jpeg

Illustrazione di Sara Arosio

Oggi sulla newsletter di Senza rossetto parlo di traduzione che ti porta verso l’altro e dentro l’altro, la traduzione come riconoscimento dell’alterità, promessa di un futuro sempre più aperto e abbattimento di barriere, e anche di come sono diventata una lettrice da bambina, della pioniera Donatella Ziliotto e dei personaggi ragazzini di altri mondi che mi hanno fatto scoprire migliaia di altri paesaggi. L’illustrazione è di Sara Arosio e si può leggere (e iscriversi) su https://senzarossetto.substack.com/

Peter Pan

Pete

Oggi esce finalmente, in un’edizione stupenda ed elegantissima di LupoGuido (che sta facendo solo libri meravigliosi, compreso il recupero di Tomi Ungerer), con le illustrazioni di Tatjana Hauptmann, la mia traduzione di Peter Pan. Che è e resta, più di un secolo dopo, uno dei libri più multistrato che esistano al mondo: c’è il puro incanto, la sottile e intelligente ironia di Barrie, la sua straordinaria capacità di vedere le menti dei bambini e il modo incantato e irripetibile che ha di descriverne con delicatezza, umorismo e commozione le mappe, l’immaginario, l’egoismo, la bellezza e le oscurità; e poi il mistero, l’incomprensibile, l’inquietudine del tempo che passa. È ancora un romanzo irresistibilmente divertente (i patemi di Uncino!) e insieme straziante, con il suo protagonista egocentrico ed eterno, Peter Pan, quel “tragico ragazzo” che porta in sé la vita, la morte, l’infanzia bella e crudele e i giardini di Kensington, e senza fine suona sulle vertebre del tempo. Avevo dimenticato lo splendore di questo libro e tradurlo è stato un dono. Ritrovatelo anche voi.