Anni luce

978880631294GRA

… La mia vita non è per nulla mutata: come da dieci anni, è benedetta dalle stelle ed evitata dagli uomini. Non ho mai avuto amici, e tu sai perché essi non abbiano mai voluto aver a che fare con me. Ero lieto, quando sedevo davanti al telescopio ed osservavo il cielo e il mondo delle stelle, lieto e felice come un bambino, cui sia dato di giocare con le stelle.
Tu eri il mio migliore amico, Monika. Non hai letto male, no: tu lo eri. Il momento è troppo grave, per scherzare. Occorreranno quattordici giorni prima che questa lettera giunga sino a te. Nel frattempo, avrai già letto sui giornali com’è andata a finire, qui. Non pensarci su troppo: in realtà, finirà ben diversamente. Lascia che altri si curino di trovare una spiegazione. Che importa a te e a me? Ho sempre pensato solo in anni luce ed ho sofferto in secondi. Anche qui ho molto a che fare col tempo. Siamo in quattro, e se va avanti così, andrebbe ancora bene. Il lavoro in sé è semplice: si tratta di misurare la temperatura e l’umidità dell’aria e il grado di visibilità: ecco il nostro compito. Se un burocrate leggesse quello che io scrivo, i suoi occhi gli cadrebbero su… la violazione del segreto militare. Monika, cos’è la vita nostra in confronto ai milioni di anni dei cieli stellati? Sopra il mio capo stanno, in questa bella notte, Andromeda e Pegaso. Le ho guardate a lungo, presto sarò loro molto vicino. La mia contentezza e il mio equilibrio li debbo alle stelle, e tra di esse tu sei per me la più bella. Le stelle sono immortali e la vita dell’uomo è come un granello di polvere nel tutto.
Qui attorno tutto precipita, un’intera armata muore, il giorno e la notte bruciano, e quattro uomini sono tuttavia occupati nel trasmettere ogni giorno la temperatura e l’altezza delle nuvole. Io non comprendo molto della guerra. Per mano mia nessun uomo è caduto. Io non ho mai preso di mira, sinora, con la mia pistola. Ma per quanto ne so, la parte avversa non ha una simile mancanza di senno. Avrei avuto caro di contare le stelle per un paio di decenni ancora, ma di questo, ormai, non ne sarà più nulla.

(dicembre 1942)

Ultime lettere da Stalingrado, Einaudi 1958, trad. di Michele Ranchetti

Annunci