Tredici ottobre

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Come noi solo questo sapeva della morte:
che ci precipita nel mondo muto.
Ma quando lei, non strappata per forza,
no, piano allontanata dai suoi occhi,

scivolò via verso ombre ignote, quando
sentì che ora laggiù come una luna
avevano il suo sorriso di ragazza
e tutto il bene che da lei veniva,

gli divennero familiari i morti
come se grazie a lei gli fosse ognuno
consanguineo; lasciò che altri parlassero,

non credette, e chiamò quel luogo buono
e sempre dolce – e le impronte di lei
cercò a tentoni sopra quella terra.

Rainer Maria Rilke, «La morte dell’amata». In Poesie. 1907-1926, Einaudi 2005, traduzione di Giacomo Cacciapaglia

Per A. P.

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